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Nessuna plusvalenza imponibile se l’immobile con Superbonus è stato destinato ad abitazione principale dei familiari

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Indice Istat Maggio 2026

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Concordato semplificato: il sistematico inadempimento tributario non basta, da solo, a determinare l'inammissibilità della domanda

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Patto di famiglia e holding: niente esenzione dall’imposta di donazione se il controllo non passa ai figli

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Trasformazione in STP: la rivalutazione delle quote associative conserva efficacia fiscale

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Aggiornamento catastale e nuovi impianti: quando l'incremento di redditività rende obbligatoria la variazione

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ASD e SSD calcistiche dilettantistiche: la natura non lucrativa non esclude la liquidazione giudiziale

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Sovrindebitamento – Ristrutturazione del consumatore

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Pubblicati gli elenchi dei beneficiari del 5 per mille 2025

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Rottamazione–quinquies estesa ai debiti di Regioni ed enti locali: domande dal 15 settembre 2026

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Cessione di mezzi di trasporto nuovi: per la Cassazione rileva l'effettiva destinazione del veicolo

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Modifica apportata dal Correttivo-ter in tema di esdebitazione dell’Incapiente

Il Correttivo-ter ha modificato il secondo comma dell’art. 283 CCII il quale disciplina l’accesso alla procedura dell’esdebitazione dell’incapiente. Con la variazione apportata risultano inclusi tra gli incapienti e potenziali beneficiari dell’esdebitazione anche i debitori che dispongono di eccedenze di reddito rispetto a quanto occorre al mantenimento del nucleo familiare. Eccedenze che in realtà potrebbero essere destinate al soddisfacimento dei creditori nell’ambito di una procedura di liquidazione controllata facendo così apparire irragionevole tale previsione che permetterebbe al debitore di accedere all’esdebitazione immediata, contravvenendo ai diritti dei creditori, la cui tutela è garantita a livello costituzionale.
L’interpretazione non letterale del secondo comma dell’art. 283 CCII però induce a ritenere che il giudice debba, caso per caso, determinare l’importo necessario per il mantenimento del debitore e della sua famiglia, tenendo conto delle specifiche esigenze della famiglia e del costo della vita nel luogo di residenza. Sulla base di tale valutazione, il giudice dovrà stabilire se il debitore sia in grado di offrire utilità ai creditori, considerando le spese della procedura e la durata della liquidazione controllata. Questa impostazione consente di rispettare il principio di uguaglianza sostanziale, che impone di trattare in modo diverso situazioni diverse, andando oltre una mera eguaglianza formale.
Pertanto, con riferimento alle possibilità offerte al debitore persona fisica non imprenditore, gli istituti della liquidazione controllata e dell’esdebitazione per incapienti devono essere intesi come strumenti alternativi e speculari: la liquidazione controllata è riservata a chi disponga di risorse utili per i creditori, tenuto conto delle spese e dei tempi della procedura, mentre l’esdebitazione dell’incapiente è destinata a chi non possieda alcuna utilità distribuibile ai creditori.
 
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