Il team professionale nella crisi d’impresa: ruoli, competenze e responsabilità
Il nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza (CCII) segna la fine del modello del “consulente unico”: la complessità delle procedure richiede team multidisciplinari specializzati. L’avvocato che segue l’impresa in ordinario non può coincidere con quello incaricato nella fase di crisi, per evitare conflitti e inefficienze. La gestione efficace passa da un gruppo composto da advisor finanziario, legale, tributarista e, nelle realtà più strutturate, un Chief Restructuring Officer (CRO). L’advisor finanziario elabora piani industriali e monitora il risanamento; il legale assicura il corretto inquadramento procedurale; il tributarista gestisce la “variabile fiscale”, spesso decisiva; il CRO guida l’implementazione operativa. Centrale il dovere di trasparenza verso creditori e stakeholder e la salvaguardia della continuità aziendale, valore sociale che tutela occupazione e ricchezza. Spesso la soluzione passa dall’ingresso di nuovi investitori, anche a costo della cessione del controllo societario. La crisi d’impresa, dunque, richiede competenze tecniche comprovate e responsabilità condivisa, ben oltre la mera consulenza ordinaria.