Concordato minore: la Corte d’Appello frena sugli abusi
La Corte d’Appello di Genova, con la sentenza n. 48/2025, ha annullato un concordato minore presentato da un’imprenditrice con debiti prevalentemente verso il Fisco.
Nonostante il pagamento regolare dei creditori privati, la donna aveva omesso per anni il versamento delle imposte.
I giudici hanno ritenuto tale comportamento un atto fraudolento, rendendo inammissibile la procedura ai sensi dell’art. 77 del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII).
La sentenza sottolinea che il concordato minore non può trasformarsi in un “condono personalizzato” e che il cramdown fiscale è ammesso solo se il rifiuto dell’Erario è ingiustificato.
Non basta la convenienza economica rispetto alla liquidazione: il debitore deve essere meritevole e non aver accumulato debiti con dolo o grave colpa.
La Corte conferma l’orientamento volto a prevenire abusi e garantire equità tra i creditori.
L’obiettivo della normativa resta offrire una reale seconda chance a chi è in crisi, senza premiare comportamenti elusivi.