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Indice Istat Maggio 2026

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Concordato semplificato: il sistematico inadempimento tributario non basta, da solo, a determinare l'inammissibilità della domanda

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Patto di famiglia e holding: niente esenzione dall’imposta di donazione se il controllo non passa ai figli

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Trasformazione in STP: la rivalutazione delle quote associative conserva efficacia fiscale

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Aggiornamento catastale e nuovi impianti: quando l'incremento di redditività rende obbligatoria la variazione

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ASD e SSD calcistiche dilettantistiche: la natura non lucrativa non esclude la liquidazione giudiziale

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esdebitazione incapiente

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Sovrindebitamento – Ristrutturazione del consumatore

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Pubblicati gli elenchi dei beneficiari del 5 per mille 2025

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Rottamazione–quinquies estesa ai debiti di Regioni ed enti locali: domande dal 15 settembre 2026

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Cessione di mezzi di trasporto nuovi: per la Cassazione rileva l'effettiva destinazione del veicolo

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Reclamo avverso l'inammissibilità del piano del consumatore: competente la Corte d'appello

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Concordato minore: quando gli atti in frode portano all'inammissibilità

Secondo un recente orientamento giurisprudenziale, sono considerati atti in frode nel concordato minore quelli che consistono nell'occultamento di fatti rilevanti per valutare le condizioni patrimoniali del debitore o il suo stato di sovraindebitamento, emersi successivamente dai rilievi del tribunale o del gestore della crisi. Tali comportamenti, prontamente rilevabili in sede di omologa ai sensi dell'art. 80, comma 6 del Codice della Crisi, conducono all'inammissibilità della procedura. Rientrano nella fattispecie fraudolenta anche gli atti che hanno impoverito il patrimonio del debitore rendendo più difficile soddisfare i creditori, configurandosi come potenzialmente revocabili. La frode è invece esclusa quando gli atti dispositivi sono stati completamente documentati nella relazione del commissario giudiziale e non hanno determinato una falsa rappresentazione della realtà tale da ingannare i creditori. L'orientamento si rifà ai principi affermati dalla Cassazione sul concordato preventivo, secondo cui costituiscono frode anche i fatti taciuti o esposti in modo inadeguato con valenza potenzialmente decettiva, indipendentemente dal pregiudizio concreto arrecato.
 
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