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Indice Istat Maggio 2026

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Concordato semplificato: il sistematico inadempimento tributario non basta, da solo, a determinare l'inammissibilità della domanda

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Patto di famiglia e holding: niente esenzione dall’imposta di donazione se il controllo non passa ai figli

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Trasformazione in STP: la rivalutazione delle quote associative conserva efficacia fiscale

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Aggiornamento catastale e nuovi impianti: quando l'incremento di redditività rende obbligatoria la variazione

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ASD e SSD calcistiche dilettantistiche: la natura non lucrativa non esclude la liquidazione giudiziale

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esdebitazione incapiente

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Sovrindebitamento – Ristrutturazione del consumatore

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Pubblicati gli elenchi dei beneficiari del 5 per mille 2025

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Rottamazione–quinquies estesa ai debiti di Regioni ed enti locali: domande dal 15 settembre 2026

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Cessione di mezzi di trasporto nuovi: per la Cassazione rileva l'effettiva destinazione del veicolo

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Reclamo avverso l'inammissibilità del piano del consumatore: competente la Corte d'appello

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Amministrazione finanziaria: i termini perentori per l'insinuazione dei crediti

Una recente pronuncia ribadisce un principio fondamentale per l'amministrazione finanziaria: una volta ricevuta la comunicazione del pagamento della banca garantita da parte del MCC, le autorità competenti sono obbligate ad attivarsi senza indugi per preparare la documentazione necessaria all'insinuazione dei propri crediti. Questo adempimento deve rispettare rigorosamente i termini stabiliti dalla normativa vigente, in particolare quelli previsti dall'articolo 208, comma 3 del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza.
La questione assume particolare rilevanza sotto il profilo procedimentale: qualora l'Agenzia delle Entrate presenti una domanda di insinuazione oltre i 60 giorni dal pagamento della banca garantita, tale istanza risulta inammissibile. Non si tratta di una semplice decadenza, bensì di un limite temporale perentorio che non ammette proroghe o giustificazioni tardive. L'amministrazione finanziaria non può dunque eccepire circostanze ostative per giustificare il mancato rispetto dei termini, poiché la legge è inequivocabile nel fissare un confine temporale entro il quale agire.
Questa interpretazione rappresenta un monito importante per tutte le amministrazioni pubbliche creditrici, le lunghe tempistiche per la formazione dei ruoli e l’emissione delle cartelle non può esimere dal carattere generale del termine dei cui all’art. 208 CCII, la tempestività anche per gli Enti pubblici è obbligatoria per preservare i propri diritti nella procedura concorsuale.
 
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