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Ristrutturazione dei debiti del consumatore: accesso consentito anche al terzo datore di ipoteca

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Rigetto del concordato minore: nessuna liquidazione giudiziale del compenso dell’OCC in assenza di omologa

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Esdebitazione nella liquidazione controllata: ammissibile anche per i debiti derivanti da un precedente fallimento senza esdebitazione

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La Liquidazione Controllata della S.n.c.: l'esigenza di distinzione delle masse

Quando una società in nome collettivo viene assoggettata a liquidazione controllata, la procedura può estendersi anche ai soci che rispondono illimitatamente dei debiti sociali. Questa estensione comporta conseguenze importanti dal punto di vista gestionale e amministrativo della procedura stessa.
Un principio fondamentale che governa queste situazioni è quello della distinzione tra le masse attive e passive. Concretamente, ciò significa che il liquidatore incaricato della procedura deve operare in modo nettamente separato per ogni soggetto coinvolto nella liquidazione, trattandoli come entità distinte dal punto di vista patrimoniale e debitorio.
Le operazioni che il liquidatore deve compiere – dalla redazione dell'elenco dei creditori, alla stima dei beni, alla predisposizione del piano di liquidazione, fino alla formazione dell'inventario e alla distribuzione finale – devono quindi essere realizzate tenendo conto di questa separazione. Ogni rendiconto e ogni riparto deve chiaramente indicare a quale ricorrente si riferisce.
Una particolare attenzione merita la gestione dei crediti comuni, ossia di quei debiti che interessano simultaneamente sia la società che il socio. In questi casi, i creditori sono tenuti a presentare una richiesta di insinuazione separata per ognuno dei debitori coinvolti, al fine di garantire che il principio di distinzione delle masse rimanga pienamente operativo e che i diritti di tutti i soggetti siano adeguatamente tutelati nella procedura liquidatoria.
 
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