CCII - fondamentale affidarsi a consulenti specializzati
Il Codice della Crisi e dell'Insolvenza supera definitivamente l'approccio del "consulente unico": la complessità delle procedure impone la costituzione di team multidisciplinari altamente specializzati. Il professionista legale che assiste l'impresa nella gestione ordinaria non può essere il medesimo che interviene nella fase patologica, per prevenire sovrapposizioni di ruoli e perdite di efficacia. Una gestione professionale della crisi presuppone il coinvolgimento coordinato di advisor finanziario, consulente legale, esperto tributario e, nelle organizzazioni di maggiori dimensioni, un Chief Restructuring Officer (CRO). L'advisor finanziario costruisce i piani di risanamento e ne verifica l'attuazione; il legale garantisce la conformità alle disposizioni normative; il tributarista governa gli aspetti fiscali, frequentemente determinanti per l'esito; il CRO coordina l'esecuzione delle strategie definite. Essenziale il principio di trasparenza nei confronti di creditori e portatori di interesse, unitamente alla tutela della continuità aziendale quale presidio di occupazione e ricchezza collettiva. Sovente la soluzione richiede l'ingresso di nuovi capitali, anche attraverso il trasferimento del controllo societario. La crisi d'impresa necessita quindi di competenze certificate e di una gestione collegiale, che trascende ampiamente la consulenza tradizionale.