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Liquidazione controllata: il debitore non può impugnare lo stato passivo esecutivo

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Fringe benefit auto aziendali: il Decreto Omnibus cambia ancora le regole dal 2026

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Preliminare di vendita e plusvalenze

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Gli avvisi di liquidazione e gli accertamenti automatizzati arrivano nel cassetto fiscale

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Concordato preventivo biennale: dichiarazione integrativa senza decadenza dal CPB dopo il Correttivo Omnibus

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Concordato preventivo biennale: l'avviso bonario può far decadere dal CPB se non viene pagato entro 60 giorni

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Composizione negoziata: caratteristiche del progetto di piano

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Compiuta giacenza e sospensione feriale

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Liquidazione controllata: l’IMU maturata durante la procedura non può essere pagata prima della vendita dell’immobile

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Liquidazione controllata: inefficaci i pagamenti eseguiti dopo l’apertura della procedura

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Ristrutturazione dei debiti del consumatore: accesso consentito anche al terzo datore di ipoteca

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Cassa Dottori commercialisti ed esperti contabili

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Accordi di ristrutturazione del debito: la Cassazione conferma i limiti del cram down fiscale

La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato il tema degli accordi di ristrutturazione del debito disciplinati dagli artt. 57 e 63 del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII). La Suprema Corte ha stabilito che il controllo del giudice di merito sull'utilizzo dell'istituto concorsuale costituisce un'indagine di fatto, sindacabile in Cassazione solo per vizio di motivazione. Al centro della vicenda vi era un piano che prevedeva esclusivamente una riduzione dei crediti dell'Agenzia delle Entrate, imposta coattivamente a quest'ultima tramite il meccanismo del cosiddetto cram down, ovvero l'omologazione forzosa anche in caso di dissenso del creditore pubblico. Il piano, tuttavia, non prevedeva alcuna contestuale ristrutturazione del debito residuo nei confronti degli altri creditori. La Cassazione ha confermato il rigetto dell'omologazione pronunciato dal giudice di merito, ritenendo che il ricorso allo strumento concorsuale fosse stato utilizzato con finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle proprie dell'ordinamento. La decisione ribadisce che il cram down fiscale non può essere impiegato in modo selettivo e isolato, ma deve inserirsi in un più ampio e coerente progetto di risanamento che coinvolga la generalità dei creditori.
 
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