Liquidazione controllata: obblighi del debitore e criteri di valutazione delle spese
Il Tribunale di Torino, con sentenza n. 78/2026, ha aperto una procedura di liquidazione controllata su richiesta di un professionista non soggetto a liquidazione giudiziale. La decisione richiama le Linee guida del 2025 e chiarisce alcuni aspetti centrali della disciplina.
In primo luogo, il debitore deve indicare e documentare in modo dettagliato le spese necessarie al proprio mantenimento e a quello della famiglia. Tali spese sono poi valutate dal giudice sulla base di due parametri ISTAT: la spesa mediana per consumi familiari (considerata come riferimento di normalità) e la soglia di povertà assoluta. Eventuali scostamenti devono essere adeguatamente motivati e documentati.
Nel caso concreto, il debitore aveva indicato spese superiori ai valori ISTAT senza fornire giustificazioni. Il Tribunale ha quindi rideterminato l’importo facendo riferimento alla spesa mediana.
Inoltre, la sentenza sottolinea il ruolo dei principi di buona fede, correttezza e leale collaborazione nelle procedure di sovraindebitamento. In particolare, viene ribadito l’obbligo del debitore di continuare a lavorare durante la procedura, al fine di generare risorse da destinare ai creditori, quale espressione concreta di tali doveri.