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Liquidazione controllata: il debitore non può impugnare lo stato passivo esecutivo

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Fringe benefit auto aziendali: il Decreto Omnibus cambia ancora le regole dal 2026

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Preliminare di vendita e plusvalenze

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Gli avvisi di liquidazione e gli accertamenti automatizzati arrivano nel cassetto fiscale

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Concordato preventivo biennale: dichiarazione integrativa senza decadenza dal CPB dopo il Correttivo Omnibus

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Concordato preventivo biennale: l'avviso bonario può far decadere dal CPB se non viene pagato entro 60 giorni

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Composizione negoziata: caratteristiche del progetto di piano

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Ristrutturazione dei debiti del consumatore: accesso consentito anche al terzo datore di ipoteca

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Liquidazione controllata: obblighi del debitore e criteri di valutazione delle spese

Il Tribunale di Torino, con sentenza n. 78/2026, ha aperto una procedura di liquidazione controllata su richiesta di un professionista non soggetto a liquidazione giudiziale. La decisione richiama le Linee guida del 2025 e chiarisce alcuni aspetti centrali della disciplina.
In primo luogo, il debitore deve indicare e documentare in modo dettagliato le spese necessarie al proprio mantenimento e a quello della famiglia. Tali spese sono poi valutate dal giudice sulla base di due parametri ISTAT: la spesa mediana per consumi familiari (considerata come riferimento di normalità) e la soglia di povertà assoluta. Eventuali scostamenti devono essere adeguatamente motivati e documentati.
Nel caso concreto, il debitore aveva indicato spese superiori ai valori ISTAT senza fornire giustificazioni. Il Tribunale ha quindi rideterminato l’importo facendo riferimento alla spesa mediana.
Inoltre, la sentenza sottolinea il ruolo dei principi di buona fede, correttezza e leale collaborazione nelle procedure di sovraindebitamento. In particolare, viene ribadito l’obbligo del debitore di continuare a lavorare durante la procedura, al fine di generare risorse da destinare ai creditori, quale espressione concreta di tali doveri.
 
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