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Liquidazione controllata: irrilevanza della condotta del debitore ai fini dell’accesso alla procedura

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Dichiarazione IMU 2025: scadenza al 30 giugno 2026 per la comunicazione delle variazioni immobiliari

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Indice Istat Aprile 2026

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Plusvalenze su beni strumentali: limitata la possibilità di rateizzazione della tassazione

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Composizione negoziata della crisi: il DM 23 aprile 2026 aggiorna regole operative, test pratico e contenuti del piano

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Riaperta l’estromissione agevolata degli immobili strumentali per gli imprenditori individuali

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Regime forfettario: confermata per il 2026 la soglia di 35.000 euro per i redditi da lavoro dipendente

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Prorogati al 2026 Ecobonus, Bonus Casa, Sismabonus e Bonus Mobili

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Sovraindebitamento “misto” e accesso alla ristrutturazione dei debiti del consumatore: apertura del Tribunale di Pordenone

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Locazioni brevi: dal 2026 la cedolare secca limitata a due immobili

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Estesa la tassazione ordinaria per gli impianti fotovoltaici a terra oltre il limite di agrarietà

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Proroga versamenti ISA 2026: scadenza rinviata al 20 luglio senza maggiorazioni

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Concordato minore: l'omesso pagamento delle imposte non è automaticamente atto di frode

Nel concordato minore — anche in continuità professionale — il mancato pagamento sistematico delle obbligazioni tributarie non configura di per sé un comportamento fraudolento nei confronti dei creditori, né può essere interpretato come una strategia del debitore volta a frodare le loro ragioni confidando nella futura esdebitazione.
È quanto emerge da una recente pronuncia che ha affrontato una fattispecie concreta in cui il debitore aveva scelto di privilegiare il pagamento delle rate del mutuo rispetto agli obblighi fiscali e previdenziali, con l'obiettivo di scongiurare azioni esecutive sull'immobile adibito ad abitazione principale.
Il giudice ha chiarito che tale scelta, pur discutibile sul piano della correttezza fiscale, non integra un atto di frode nei confronti del singolo creditore. La condotta del debitore, infatti, va valutata nel contesto complessivo della sua situazione patrimoniale e delle scelte gestionali compiute per preservare il nucleo abitativo familiare, senza che ciò implichi un intento specificamente lesivo delle ragioni creditorie.
 
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