Interessi passivi e requisito dell'inerenza: la Cassazione estende il principio anche ai soggetti IRES
Con la sentenza n. 19140 dell'11 giugno 2026, la Corte di Cassazione ha affermato che anche per i soggetti IRES la deducibilità degli interessi passivi richiede la sussistenza del requisito dell'inerenza, ossia la riferibilità del finanziamento all'attività d'impresa esercitata.
La pronuncia interviene in un ambito tradizionalmente controverso. Parte della giurisprudenza e della prassi aveva infatti sostenuto che, per le società soggette a IRES, gli interessi passivi fossero deducibili nei limiti dell'art. 96 del TUIR senza necessità di una specifica verifica di inerenza. La Cassazione, invece, chiarisce che l'esclusione contenuta nell'art. 109, comma 5, del TUIR non elimina tale requisito, ma si limita a svincolare gli interessi passivi dal collegamento con uno specifico costo, richiedendo comunque che essi siano funzionali all'attività imprenditoriale nel suo complesso.