Patto di famiglia e holding: niente esenzione dall’imposta di donazione se il controllo non passa ai figli
L'esenzione dall'imposta sulle donazioni prevista per il trasferimento di partecipazioni tramite patto di famiglia non trova applicazione quando il passaggio generazionale non comporta il reale trasferimento del controllo dell'impresa ai beneficiari.
È questo il principio ribadito dall'Agenzia delle Entrate in relazione al caso di un imprenditore che, prima della donazione ai figli, aveva conferito le partecipazioni della propria holding in una società di nuova costituzione (newco), per poi trasferire le quote mediante patto di famiglia.
Secondo l'Amministrazione finanziaria, l'agevolazione non è riconoscibile per due distinte ragioni.
In primo luogo, le azioni di categoria C, riservate esclusivamente al disponente, attribuiscono poteri di veto sia nell'assemblea, con riferimento alle deliberazioni straordinarie, sia all'interno del consiglio di amministrazione. Tali prerogative impediscono ai figli di acquisire un effettivo controllo di diritto della società, requisito indispensabile per beneficiare dell'esenzione.
In secondo luogo, il conferimento preventivo delle partecipazioni nella newco, effettuato in regime di realizzo controllato e finalizzato alla successiva donazione, è stato ritenuto un'operazione priva di valide ragioni extrafiscali. L'Agenzia ha pertanto qualificato la sequenza negoziale come abuso del diritto ai sensi dell'art. 10-bis dello Statuto del Contribuente, escludendo anche sotto questo profilo l'applicazione del regime agevolato.