Concordato preventivo biennale: dichiarazione integrativa senza decadenza dal CPB dopo il Correttivo Omnibus
Il D.Lgs. n. 148/2026 (c.d. Correttivo Omnibus) ha modificato la disciplina delle cause di decadenza dal concordato preventivo biennale (CPB).
La principale novità, prevista dall'art. 28 del decreto, riguarda l'eliminazione della causa di decadenza collegata alla presentazione di una dichiarazione integrativa. A decorrere dal concordato preventivo biennale 2026-2027, gli errori o le omissioni contenuti nella dichiarazione sulla quale si basa la proposta di concordato possono essere corretti mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa, accompagnata dal pagamento delle imposte, degli interessi e delle sanzioni in misura ridotta attraverso il ravvedimento operoso, ai sensi dell'art. 19, comma 3-bis, del D.Lgs. n. 13/2024.
La rettifica dei dati dichiarati non comporta più, di per sé, la decadenza dal concordato, neppure qualora le correzioni determinino uno scostamento superiore al 30% rispetto ai valori originariamente dichiarati e accettati. In tali ipotesi, il contribuente è tuttavia tenuto a rideterminare il reddito e il valore della produzione netta sulla base dei dati corretti.
Resta comunque ferma una specifica ipotesi di decadenza. Qualora gli errori o le omissioni non vengano spontaneamente regolarizzati e siano successivamente accertati dall'Amministrazione finanziaria, il contribuente perde i benefici del concordato se tali irregolarità determinano uno scostamento superiore al 30% rispetto ai valori rilevanti ai fini del CPB. Tale previsione è oggi contenuta nella nuova lett. b) dell'art. 22, comma 1, del D.Lgs. n. 13/2024, come modificato dal Correttivo Omnibus.