Fringe benefit auto aziendali: il Decreto Omnibus cambia ancora le regole dal 2026
Con il D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148, il cosiddetto "Decreto Omnibus", il legislatore interviene nuovamente sulla disciplina dei fringe benefit relativi ai veicoli aziendali concessi in uso promiscuo ai dipendenti, modificando per la terza volta, in poco più di un anno, l'art. 51, comma 4, lett. a), del TUIR.
Le nuove disposizioni, in vigore dal 12 agosto 2026, non incidono sulle percentuali forfetarie introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, ma ridefiniscono i criteri di accesso al regime.
La principale novità riguarda l'eliminazione del requisito della "nuova immatricolazione" del veicolo, che fino ad oggi rappresentava uno degli elementi essenziali per l'applicazione del regime agevolato in relazione alla data di stipula del contratto. Il nuovo impianto normativo adotta invece un criterio basato esclusivamente sull'età del veicolo.
Accanto a questa revisione, il decreto introduce due nuovi correttivi:
- il primo consiste in una maggiorazione applicabile ai veicoli più datati, con l'obiettivo di tenere conto della maggiore anzianità del mezzo;
- il secondo riguarda invece gli accessori e gli allestimenti non compresi nelle Tabelle ACI, prevedendo un incremento del valore imponibile anche per tali dotazioni, che fino ad oggi non trovavano un'espressa valorizzazione nel calcolo del benefit.